Divertirsi in Italia

Tecnologia ed efficienza italiana

Macchinetta dei biglietti Qualche giorno fa sono andato a fare un giretto a Milano con mia moglie. Rispettosi dell’ambiente (e pigri) domenica mattina ci siamo alzati con calma e siamo andati a Milano con il treno; l’idea di base era fare una passeggiata e andare a visitare la mostra a Palazzo Reale. Dopo aver passato il pomeriggio a Milano, abbiamo cenato in un (carissimo) ristorante giapponese che difficilmente ci vedrà ancora tra i suoi ospiti e siamo tornati alla Stazione di Milano Garibaldi per prendere il treno di ritorno.
La Stazione Garibaldi, per chi non lo sapesse, è la seconda stazione di Milano, arrivano soprattutto treni locali (quelli cosiddetti dei pendolari) dalle direzioni Varese, Lecco e Como. La stazione è un cantiere unico, si sta modernizzando alla grande. Per quello che si riesce a intravedere tra le impalcature quando finiranno sarà una cosa bellina. Probabilmente finiranno tra 20 anni ma questo è un altro discorso.
Comprare il biglietto è un problema. Data la necessità di essere aziendalmente produttivi ed efficaci i nostri grandi manager delle ferrovie dello stato (Trenitalia o come diavolo si chiama) hanno pensato di lasciare la biglietteria aperta con un orario estremamente ridotto. Raggiungere la biglietteria stessa richiede uno slalom tra le impalcature e arrivati alla porta si scopre che, di fatto, la biglietteria fa orario d’ufficio e quindi la domenica alle otto di sera è chiusa. Efficienza italica: perchè sprecare personale: ci sono le macchinette.
Già, le macchinette. Avete mai provato a fare il biglietto da una macchinetta di trenitalia (o come cavolo si chiama)? Io questa domenica non ci sono riuscito. Avevamo un’ora di attesa per il primo treno quindi ci siamo fatti il giro di tutta la stazione e le abbiamo provate tutte. Risultato del test: su 8 macchinette trovate 5 erano spente, due accese con la scritta fuori servizio (vedi foto) e una accettava solo le carte di credito.

Dubbio: ovviamente siamo saliti senza biglietto ma il controllore cosa avrebbe fatto? Ci avrebbe fatto la multa oppure avrebbe creduto alla nostra storiella che in tutta la stazione di Milano Porta Garibaldi non c’era nemmeno una macchinetta funzionante, una biglietteria o un’edicola aperta??

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