Da qualunque punto si arrivi a Saluzzo, guardando verso la sommità della collina non si può fare a meno di essere affascinati dalla maestosità dell’antico Castello dei Marchesi, che sovrasta il borgo medievale e si staglia sullo sfondo del Monviso. È la Castiglia, oggi spazio museale e luogo del contemporaneo — e, dal 23 ottobre 2026 al 29 marzo 2027, sede della mostra Robert Capa. Dentro la storia. Prima di parlare della mostra, però, vale la pena fermarsi sul luogo che la ospita: una fortezza che è passata per quattro secoli di storia come residenza marchionale, per un secolo e mezzo come carcere, e che oggi è una delle sedi espositive più suggestive del Piemonte.
Dal 1270 al Rinascimento: la rocca di Tommaso I e la trasformazione di Ludovico II
La costruzione della Castiglia, voluta dal marchese Tommaso I, è databile tra il 1270 e il 1286, sulla base di precedenti fortificazioni (il nome popolare “Castiglia” deriva probabilmente dal plurale latino castella, “i castelli”, attestato sin dal 1120). Originariamente il complesso si presentava come una rocca a pianta quadrangolare, circondata da una cortina di mura con quattro torri cilindriche angolari, organizzata attorno a una corte sulla quale si affacciava il palazzo con gli appartamenti marchionali.
A partire dal 1470, successivi interventi mutarono completamente la struttura. In particolare il marchese Ludovico II (1475-1504) volle trasformare la fortezza in dimora signorile sul modello delle altre corti italiane del Rinascimento, in occasione delle proprie nozze con Margherita di Foix nel 1492. A questa fase appartengono il massiccio torrione circolare, che reca alla sommità tondi decorati con lo stemma di Saluzzo e l’effige di un’aquila imperiale, e un ciclo di affreschi a grisaille, minuziosamente descritto dallo storico locale Delfino Muletti nel 1831 e di cui oggi rimane un frammento visibile sulla scala di accesso ai piani espositivi.
Dall’occupazione francese al carcere ottocentesco
L’occupazione francese del Marchesato (1549-1588), la successiva annessione al Ducato di Savoia e il rinnovamento delle tecniche belliche comportarono la decadenza e il degrado della Castiglia, che perse la sua funzione di presidio militare. Alla fine del Settecento, durante la dominazione francese, il castello fu adibito a sede del Governatore del Marchesato e a caserma del presidio, ma all’inizio del secolo successivo l’edificio era ormai gravemente degradato.
Nel 1825, dopo essersi prospettata l’ipotesi di una demolizione, grazie alle proteste di autorevoli cittadini si optò per trasformare l’antico castello in carcere: iniziarono i lavori di ristrutturazione con l’abbattimento delle strutture fatiscenti e la ricostruzione pressoché completa del corpo centrale. L’edificio ha mantenuto la funzione di carcere fino al 1992 — ben più di un secolo e mezzo di detenzione, una vicenda che per Saluzzo ha segnato intere generazioni.
Dal 2002 ai due musei: la Castiglia oggi
Dal 2002 l’edificio è stato oggetto di un lungo e attento restauro con l’obiettivo di restituirlo alla fruizione pubblica. Oggi la Castiglia ospita due musei permanenti, che ricordano le sue due principali funzioni: il Museo della Civiltà Cavalleresca e il Museo della Memoria Carceraria. Nella manica ottocentesca trovano inoltre sede l’Esposizione permanente di arte contemporanea a cura della Fondazione Garuzzo, saloni per esposizioni temporanee e l’Archivio Storico.
La cinta muraria del carcere, ancora intatta, permette inoltre al visitatore di seguire un percorso di eccezionale panoramicità sulla città vecchia, sul contado e sul Monviso: la Castiglia è, da sola, uno dei motivi per cui vale la pena programmare un fine settimana a Saluzzo.
Dal cavaliere al fotoreporter: perché proprio Capa, in Castiglia
Che un edificio di questa stratificazione ospiti oggi un fotoreporter come Robert Capa non è casuale. L’operazione della Fondazione Artea, in collaborazione con il Comune di Saluzzo, va avanti da anni: le due mostre precedenti sono state dedicate a Elliott Erwitt e Ferdinando Scianna; oggi è il turno di Capa, con 100 fotografie provenienti dall’International Center of Photography di New York e con la curatela di Monica Poggi. L’obiettivo è duplice: consolidare la Castiglia come spazio espositivo di primo piano e fare di Saluzzo, insieme a Caraglio (dove in parallelo è in mostra Marc Riboud. Verso il mondo), territorio di riferimento per il mondo della fotografia nazionale e internazionale.
![Robert Capa, [Woman and child running for shelter after an air-raid siren, Bilbao], May 1937.](https://www.parini13.it/wp-content/uploads/2026/10/01-3-1920x1483_2-1024x791.jpg)
Informazioni pratiche
Robert Capa. Dentro la storia è visitabile dal 23 ottobre 2026 al 29 marzo 2027 alla Castiglia di Saluzzo (CN), in piazza Castello 1. Orari: venerdì 15.00-19.00; sabato, domenica e festivi 10.00-19.00 (biglietteria fino alle 18.00). Intero 13 euro, ridotto 10 euro, con gratuità per bambini fino a 6 anni, ICOM, Abbonamento Musei e altre categorie. Biglietteria sul posto o su ticket.it. Informazioni su visitsaluzzo.it.
Il percorso completo della mostra, con le sette sezioni tematiche, la biografia di Capa, la storia della “valigia messicana” e il progetto parallelo al Filatoio di Caraglio, è raccontato in questo speciale su zerodelta.net.