Provincia di Isernia

Provincia di IserniaLa provincia di Isernia è una provincia italiana del Molise di 88.444 abitanti. È costellata da numerosissimi comuni di piccole dimensioni, molti dei quali non superano le mille unità. I comuni più importanti dal punto di vista socio-economico sono Isernia, Venafro e Agnone.

Dalle origini fino all’Impero Romano

Il territorio della provincia di Isernia, chiamato anche Alto Molise, faceva parte della regione del Sannio appartenente ai sanniti Pentri. La presenza dell’uomo in questi territori è antichissima, infatti ci sono reperti archeologici ad Isernia nel sito di Isernia La Pineta che fanno risalire insediamenti umani fin da circa 736mila anni fa.

Il territorio era occupato principalmente dai Sanniti Pentri e soltanto dopo le guerre sannitiche fu conquistato dai romani. Dopo l’adesione alla Lega Italica da parte dei sanniti (che elevarono a loro capitale proprio Isernia), che coinvolse anche i sanniti Pentri e quindi l’intero territorio della provincia, i romani instaurarono svariate colonie in tutto il territorio, tra cui Isernia, colonia fin dal 262 a.C. e Venafro, città di origine Augustea, praefectura e colonia romana dal IV secolo a.C.

Il Medioevo
A seguito della caduta dell’impero romano, ci furono varie invasioni barbare che saccheggiarono e invasero tutto il territorio. Si ricordano l’invasione dei Goti negli anni dal 535 al 553 d.C. e dei Longobardi nel 572 d.C.
Nel IX secolo, la città di Isernia fu attaccata saraceni che distrussero la città e l’abbazia di San Vincenzo al Volturno.
Successivamente, il territorio vide la nascita di diverse signorie feudali autonome come le contee di Venafro, Trivento, Bojano, Isernia ecc.

Con l’avvento dei Normanni, e la loro conquista del contado di Molise, Isernia fu dichiarata terra regia, l’unica città con tale privilegio.

Molte sono le testimonianze archeologiche con gli scavi di Castel San Vincenzo e di Venafro, centro quest’ultimo ricco di testimonianze di ogni epoca (romana, medievale, rinascimentale, barocca, otto e novecentesca) con molti reperti esposti nel Museo Nazionale di Santa Chiara così come Isernia con il museo Paleolitico e Agnone.

Nel 1860 Isernia ospitò Vittorio Emanuele II di Savoia in viaggio per recarsi a Teano ad incontrare Giuseppe Garibaldi. Il Sovrano prese alloggio nel Palazzo Cimorelli, ospite di Vincenzo Cimorelli (*5.4.1796 †9.8.1889) (Raffaele de Cesare: La fine di un regno, Milano 1969, p. 963). L’indomani, alla partenza per Venafro, donava all’ospite la sua tabacchiera d’oro (Francesco Colitto: Imperatori, Re e Regine nel Molise: Vittorio Emanuele II. S. Giorgio Editrice, Campobasso 1978). Giunse quindi a Venafro dove pernottò presso Palazzo Cimorelli, come testimoniato da una lapide posta sulla facciata principale della dimora.

Dal XVIII secolo ad oggi
Gli abitanti fecero resistenza contro i francesi nel 1799, in occasione del tentativo di conquista del Regno di Napoli. Lo stesso accadde nel 1860, nei confronti dei piemontesi in virtù della reazione borbonica che venivano considerati dalla provincia i legittimi regnanti delle Due Sicilie.

La provincia subì numerosi stragi da parte dell’esercito piemontese che, con il pretesto di combattere il brigantaggio, uccisero e impiccarono molti contadini e pastori e, a volte, le loro intere famiglie.

L’Alto Molise è stato vittima anche di svariati terremoti come nel 1805. Oltre alle distruzioni da cause naturali, ci furono, nel XX secolo, molte distruzioni anche a cause belliche, come i bombardamenti di Isernia (10 settembre 1943), di Venafro (15 marzo 1944) e di Pescopennataro. Nella zona delle Mainarde ci fu la Battaglia di Monte Marrone che vide la nascita dell’Esercito Italiano dal Corpo Italiano di liberazione (CIL).

Il 19 settembre 1994, Oscar Luigi Scalfaro, allora Presidente della Repubblica, insignì la Provincia con la Croce di Guerra al Valor Militare per le vittime e la resistenza in guerra.

Un problema molto attuale della provincia è lo spopolamento inarrestabile. La maggior parte dei comuni hanno una popolazione inferiore ai 1000 abitanti. Le uniche aree non soggette a questo fenomeno sono quelle poste nel settore sud-occidentale, tra i comuni di Isernia e Venafro.

L’Istituzione
È stata istituita con decreto del 3 marzo 1970 (per scorporo dalla provincia di Campobasso). Risulta essere una delle province meno popolate ed estese d’Italia. Al momento della sua istituzione non poche furono le spaccature nella popolazione, soprattutto nell’area venafrana, che chiedeva di essere annessa alla provincia di Caserta.

La provincia di Isernia ha quale emblema araldico l’unione degli stemmi delle sue quattro più grandi città rappresentati in un inquartato. La blasonatura ufficiale è la seguente:

« inquartato: nel primo, che è di Isernia, d’argento al serpente a forma di S verde avente in palo il bastone di comando d’oro; nel secondo, che è di Agnone, di rosso al grifone portante una lettera A d’oro; nel terzo, che è di Venafro, spaccato, nel primo d’argento e nel secondo di nero a tre fasce d’argento; nel quarto, che è di Frosolone, d’azzurro alla calotta sferica d’argento in punta caricata da una colomba e dalla lettera F, alla stella raggiante d’oro »

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