Provincia di Carbonia-Iglesias

Provincia di Carbonia-IglesiasLa provincia di Carbonia-Iglesias (provìncia de Carbònia-Igrèsias o provìntzia de Carbònia-Igrèsias in sardo; provinsa de Carbònia-Igréxi in tabarchino) è una provincia italiana di 129.840 abitanti della Sardegna, avente come capoluoghi le città di Carbonia e Iglesias. Istituita nel 2001 e attiva dal 2005, comprende 23 comuni dei territori del Sulcis e dell’Iglesiente, ed è la più piccola provincia per estensione della Sardegna.

Confina con la provincia del Medio Campidano a nord e con la provincia di Cagliari a est e a sud, mentre a ovest le sue coste sono bagnate dal mare di Sardegna, in cui si trovano anche le isole di Sant’Antioco e San Pietro (oltre ad altre minori), anch’esse parte del territorio provinciale.

È una delle 6 province italiane con capoluogo condiviso tra 2 o più città.

Le prime origini di una moderna suddivisione amministrativa intermedia del sud-ovest sardo risalgono al regio editto del 4 maggio 1807, con il quale la Sardegna era stata divisa in quindici prefetture, tra cui quella di Iglesias, comprendente la sub-regione storico-geografica del Sulcis-Iglesiente. Nel 1807 con tale regio editto furono istituite le regie prefetture e il territorio del Sardegna venne suddiviso in 15 province, otto nel Capo di Cagliari (tra cui quella di Iglesias) e sette in quello di Sassari. Nel 1821 Carlo Alberto ridusse il numero delle province a dieci e la provincia di Iglesias comprendeva anche il territorio della soppressa prefettura di Villacidro ma restava soggetta al Tribunale di Prefettura di Cagliari.

Profonde trasformazioni così furono sancite dal regio editto del 19 luglio 1825, sulla base del quale, furono portate a 10 le circoscrizioni prefettizie. Nel 1838, con regio editto del 27 luglio, furono disciplinate definitivamente le Regie Prefetture con l’istituzione di 6 tribunali da cui dipendevano 85 mandamenti presieduti da giudici ordinari. Dal Tribunale di prefettura di Cagliari dipendevano 21 mandamenti, tra cui quelli di Iglesias, Carloforte, Sant’Antioco e Villamassargia.

La provincia di Iglesias, già soggetta alla vice-intendenza di Cagliari, venne confermata anche con la riforma operata dopo la “fusione perfetta” della Sardegna al Piemonte, con la Legge n. 807 del 12 agosto 1848 in base alla quale (unitamente alle province di Cagliari, Isili e Lanusei) rientrava nella “divisione” di Cagliari. In questo modo, durante il Regno di Sardegna, con D.L. 12 agosto 1848 n. 245, la Sardegna fu ripartita in 3 divisioni (Cagliari, Nuoro e Sassari) guidate da un governatore; in 11 province (tra cui Iglesias) guidate da un vice-governatore; in 84 mandamenti (sedi di pretura e di collegi elettorali) e 363 comuni.

Sempre durante il regno sardo-piemontese e con l’unità d’Italia, tramite il successivo R.D. 23 ottobre 1859 n. 3702, il cosiddetto decreto Rattazzi o legge Rattazzi, la Sardegna fu suddivisa in due province (Cagliari e Sassari), che divennero sede prima di governatorato e poi di prefettura; in 9 circondari (tra cui quello Iglesiente), che furono sede prima di vice-governatorato e poi di sotto-prefettura; in 91 mandamenti e 371 comuni. Ogni provincia era guidata da un governatore (poi rinominato con il regio decreto n. 250 del 1860, prefetto), nominato dal re, coadiuvato da un vice-governatore, diretti dipendenti del ministro dell’Interno, con un consiglio provinciale eletto dal governo, che fungeva da giudice amministrativo. In questo periodo il circondario di Iglesias (sede di sottoprefettura), compreso nella provincia di Cagliari, si mantenne fino al 1927 quando furono eliminati tutti i circondari in Italia (così stabilì il regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927).

Nel 2001, la Regione Autonoma della Sardegna ha istituito la provincia di Carbonia-Iglesias che è divenuta operativa nel maggio del 2005 staccandosi da quella di Cagliari. Primo presidente eletto il carboniense Pierfranco Gaviano, a cui succederà 5 anni più tardi Salvatore Cherchi.

Nei referendum del 2012 in Sardegna, insieme ad altre materie, che hanno di poco superato il quorum del 33% degli aventi diritto, la maggioranza dei votanti ha sostenuto la soppressione, per effetto di 4 referendum abrogativi, delle 4 province istituite nel 2001 (tra cui quella di Carbonia-Iglesias), oltre all’abolizione (con referendum consultivo) delle altre 4 province preesistenti. In seguito al progetto di abolizione o riforma delle province in Sardegna approvato dal Consiglio Regionale il 24 maggio 2012, secondo gli attuali intendimenti della Regione la Provincia di Carbonia-Iglesias dovrebbe dar vita a un nuovo ente amministrativo o essere abolita il 1º marzo 2013. Il 25 maggio 2012 veniva promulgata inoltre la legge approvata il giorno precedente dal Consiglio Regionale, che pianificherebbe l’abolizione o riforma degli enti entro il 1º marzo 2013, scadenza poi prorogata al 1º luglio 2013. Con la legge regionale 15 del 28 giugno 2013 la provincia è stata commissariata a partire dal 1º luglio 2013.

Lo stemma e il gonfalone della Provincia sono stati approvati dal consiglio provinciale il 30 settembre 2011. Lo stemma è suddiviso in due campi: quello sinistro rappresenta una statua della dea madre, tra i più antichi reperti rinvenuti nel territorio (nello specifico a Santadi) e risalente al neolitico. La forma stilizzata della grande madre si collega alle antiche civiltà della Sardegna sud-occidentale, e rappresenta le prime attività produttive dell’uomo in quel territorio e le sue risorse anche del sottosuolo, ma, nello stesso tempo, simboleggia il ruolo della donna nella società moderna. La statua è rappresentata sullo stemma in color oro su sfondo blu, che si ricollega a sa mantiglia, il fazzoletto copricapo femminile, indossato, con il costume tradizionale, dalle donne del Sulcis-Iglesiente. Sul campo destro invece sono presenti i quattro mori, richiamo alla bandiera sarda, simbolo di autonomia e indicante anche sardità, sentimento di orgogliosa appartenenza alla Sardegna e alla cultura sarda. Il gonfalone provinciale presenta lo stemma su campo rosso bordato d’oro e la scritta “Sulcis Iglesiente” in alto, sempre con caratteri dorati. Sino al momento dell’adozione dello stemma, come simbolo dell’ente veniva utilizzata la sola corona per il titolo di provincia.

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