Provincia di Novara

Provincia di NovaraSituata nell’estremo oriente piemontese, la provincia di Novara venne abitata dai Liguri già da alcuni millenni prima di Cristo e successivamente dai Celti (IV secolo a.C.), che nella pianura fondarono il centro di Aria. La tribù Gallica stanziatasi nell’attuale Novarese fu quella dei Vertamocori che secondo Plinio il Vecchio furono i fondatori di Novara, anche se attuali scoperte indichino che il centro più importante fosse situato più a Nord.

Nel 196 a.C. giunsero i Romani che conquistarono la regione, accampandosi ad Aria, e rinominandola in Novaria.

Circa 150 anni dopo, Giulio Cesare concesse al piccolo centro il Titolo di Municipium, unico vero insediamento della zona.

In cima all’attuale provincia, sul passo del Sempione, era già attivo dal II secolo a.C. un sentiero romano che attraverso il passo, conduceva alla Civitas Vallensium.

Raggiunta dal Cristianesimo nei secoli successivi (IV e V d.C.) e in particolare dopo la caduta dell’impero, il territorio dell’attuale provincia (comprensivo del Verbano-Cusio-Ossola) passò più volte di possesso: prima ai Longobardi, poi a Carlo Magno che ne divise il territorio in Comitati. Tuttavia, malgrado la parcellizzazione del territorio, il potere Vescovile rimase marcato e relativamente regolare attraverso i secoli, ed esteso fino alla Val d’Ossola. Successivamente, intorno al XV secolo, i contrasti interni al capoluogo portarono l’intero territorio a scivolare in possesso della famiglia Visconti di Milano e successivamente in mano agli Sforza, periodo al quale buona parte del Novarese deve il ceppo curiosamente Insubrico-Lombardo (e non Piemontese) della sua lingua.

A questo punto il Novarese seguì le sorti delle regioni circostanti, subendo il dominio spagnolo durato alcuni secoli (e al quale si deve il nome di alcuni centri quali Cavaglio san Donnino o Cavaglio d’Agogna) finché, all’inizio del XVIII secolo, queste terre vennero conquistate dai Savoia con Vittorio Amedeo II, e tali rimasero durante la dominazione napoleonica, fino all’unificazione del Regno d’Italia.

Il dominio Napoleonico portò in Italia un’organizzazione statale molto gerarchizzata e molto ben funzionante, la famiglia Savoia pertanto cercò di adeguarvisi istituendo province (in somiglianza dei Dipartimenti francesi) sul suo territorio, con a capo un Governatore (nel 1860 rinominato Prefetto): il ministro che per primo vi diede attuazione fu Urbano Rattazzi, che nel 1859 suddivise il Piemonte in 4 province: Torino, Alessandria, Cuneo e Novara.

La provincia di Novara così definita, occupava allora un territorio vastissimo, ed era suddivisa fra i circondari di Biella, Domodossola, Novara, Pallanza, Varallo e Vercelli, quindi compresi i territori delle odierne province di Vercelli, Biella e Verbano-Cusio-Ossola.

L’alessandrino ministro che ne disegnò la circoscrizione tenne poco in considerazione il marcato orgoglio di Vercelli, da tempo abituata ad essere capoluogo di provincia e che si era vista essere messa sotto a Novara. Le proteste della città s’intensificarono finché Mussolini, nel 1927, ne separò il territorio.

Nel 1929 la provincia di Novara ricevette il comune di Campello Monti, già parte della provincia di Vercelli.

Il territorio ora appariva estremamente simmetrico, perlomeno orizzontalmente, configurandosi con la zona pianeggiante, collinare e alpina, orbitante sul capoluogo Novara, per topografia stradale, ma soprattutto per dialetto, tradizione e cultura; l’unico inconveniente era che alcune zone nell’estremo nord della provincia (quali la Val Formazza, la Val Divedro o la Val Cannobina) distavano oltre 100 km dal capoluogo ed erano difficilmente raggiungibili.

Nel 1976 fu istituito il circondario autonomo del Verbano-Cusio-Ossola, con sedi a Domodossola, Omegna e Verbania; questo tuttavia ad alcuni non parve sufficiente e, a seguito di pressioni esercitate sul governo romano, si giunse nel 1992 all’istituzione della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, fatto che ridusse la provincia di Novara alle dimensioni attuali. Benché amministrativamente separato, il VCO continua ad orbitare su Novara, che rimane l’unica città del Piemonte orientale di considerevoli dimensioni (oltre al legame culturale e linguistico fra le due terre). La separazione tuttavia consentì a Palazzo Natta (sede della Provincia di Novara) di raffinare la gestione del territorio e migliorarne il governo, essendo diventato oramai piccolo e sostanzialmente pianeggiante o collinare.

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