Provincia di Trieste

Provincia di TriesteIl territorio, già parte del Litorale austriaco, venne annesso all’Italia con il trattato di Rapallo del novembre 1920. La Provincia di Trieste venne istituita con regio decreto n. 1353 del 17 ottobre 1922, che creò la prefettura di Trieste ponendo fine al peculiare assetto amministrativo giuliano che tramite il Commissariato generale civile della Venezia Giulia aveva di fatto prolungato la struttura istituzionale asburgica del Litorale, nella quale il capoluogo regionale godeva di una gestione separata indipendente da autorità di tipo provinciale.

La nuova provincia comprendeva anche la bassa valle dell’Isonzo con i suoi affluenti fin quasi a Gradisca, oltre all’entroterra carsico triestino. Dopo varie razionalizzazioni amministrative, che soppressero numerosi municipi, la provincia finì per comprendere 30 comuni.

Durante la Seconda guerra mondiale, in seguito all’armistizio italiano fu occupata dalla Germania nazista e inserita nella Zona d’operazioni del Litorale adriatico pur mantenendo la sua identità.

Il gauleiter Friedrich Rainer nominò il 23 ottobre Bruno Coceani come capo della Provincia di Trieste, con generalità di poteri sul suo territorio. La zona di operazioni prefigurava, ma non fu mai, un’annessione del territorio al Reich: ad esempio, le squadre sportive del territorio continuarono a partecipare ai tornei italiani, come la Triestina nel campionato dell’Alta Italia.

Nel 1945 i nazisti vennero espulsi dalla provincia dai comunisti jugoslavi, che procedettero all’incorporazione della provincia nella Jugoslavia: l’annessione venne proclamata il 5 maggio, dichiarando che la Venezia Giulia sarebbe stata da quel momento la settima repubblica federativa slava. La reazione degli Alleati fu tuttavia pronta, tanto che Tito fu costretto il 9 giugno ad un compromesso portante la divisione della vecchia provincia in due settori, uno jugoslavo dove la dissoluzione delle vecchie amministrazioni fu praticamente totale, ed uno in consegna dell’AMGOT dove le vecchie magistrature furono mantenute seppur sostituite ai loro vertici da ufficiali alleati.

Nel 1947, con il trattato di Parigi, la provincia fu suddivisa in tre parti:

una parte, a maggioranza italiana, comprendente la Bisiacaria e Monfalcone, a nord del Locavaz, rimase all’Italia e fu incorporata nella provincia di Gorizia;
una parte, a maggioranza slovena, oltre le prime alture del Carso, sulla linea Ermada-Lanaro-Cocusso, fu annessa alla Jugoslavia; tra le cittadine passate alla Jugoslavia vi furono Postumia con le sue famose grotte, Sesana e Lipizza
una parte, comprendente la fascia costiera con fino al confine meridionale con la provincia di Pola, passò a costituire la zona A del Territorio Libero di Trieste, sotto tutela anglo-americana. Tale zona, comprendente anche la città di Trieste, nel 1954 fu ceduta all’amministrazione italiana in attesa della formazione di un proprio governo.

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