Provincia di Olbia-Tempio

Provincia di Olbia-TempioLa formalizzazione della scelta dei capoluoghi definitivi, già annunciata per il mese di febbraio 2006 ma più volte rimandata per le divisioni in seno al consiglio provinciale, è stata assunta con Deliberazione Statutaria il 31 agosto 2006. Dalla seduta del 17 febbraio 2006 il Consiglio provinciale si era infatti trasversalmente diviso sul tema della scelta del capoluogo definitivo, con 12 consiglieri favorevoli alla conferma del modello del doppio capoluogo (Olbia e Tempio Pausania) e altri 12 per l’indicazione del capoluogo unico (Olbia). Di fatto la diatriba sul capoluogo ha in parte paralizzato l’attività della neonata provincia, sino alla scelta definitiva ad agosto 2006.

Il 31 agosto 2006, a seguito di un accordo, il Consiglio Provinciale ha approvato con 18 voti favorevoli (e quindi con maggioranza qualificata superiore ai 2/3 prevista dalla legge istitutiva) la modifica dello Statuto dell’Ente, che attribuisce la qualifica di capoluogo ai comuni di Olbia (sede legale e principale, sede della Giunta provinciale e delle commissioni, sede condivisa della Presidenza, sede condivisa del Consiglio Provinciale) e di Tempio Pausania (sede condivisa del Consiglio Provinciale e sede condivisa della Presidenza dell’Ente). Gli organi della Provincia, per una loro maggiore funzionalità, efficienza ed economicità, opereranno con i propri organismi consiliari e articolazioni, presso la sede legale dell’Ente, a Olbia. Il tutto, ferma restando, allo stato attuale, la distribuzione degli uffici già presenti nei due comuni e la ripartizione, eventuale, degli uffici di nuova istituzione.

La sede provvisoria degli uffici, in attesa della formalizzazione della scelta del capoluogo o dei capoluoghi da parte del Consiglio Provinciale, era stata istituita a Olbia (nella ex sede della Comunità Montana in via Alessandro Nanni 19) mentre a Tempio Pausania (nell’ex Convento degli Scolopi in piazza del Carmine 4, era stata allestita una sede (la sede definitiva sarà nel palazzo Pes di Villamarina), in attesa che il consiglio provinciale si pronunciasse in merito al capoluogo o ai capoluoghi. La prima riunione del Consiglio Provinciale si era tenuta a La Maddalena mentre le riunioni ordinarie della Giunta e del Consiglio si tengono a Olbia, dove ha sede anche la presidenza; il consiglio provinciale si è riunito il 6 giugno 2006 anche a Tempio anche se ordinariamente si riunisce nella sede di via Nanni a Olbia.

L’ipotesi del doppio capoluogo prevedeva un modello basato sulla pari visibilità tra Alta e Bassa Gallura, con la suddivisione degli organi provinciali tra Olbia e Tempio Pausania nonché razionale distribuzione dei nuovi uffici e degli assessorati provinciali tra i due centri, ipotesi tramontata con l’insediamento della giunta a Olbia. Compito dei consiglieri era quello di trovare la soluzione più equa al fine di distribuire i nuovi servizi sul territorio.

D’altro canto Olbia, motore economico della Gallura, rivendicava la sede in virtù della sua maggiore dimensione demografica ed economica, al servizio di un maggior numero di cittadini in base al principio che gli uffici vanno dove c’è la popolazione, nonché del risarcimento di tanti servizi, della sede del tribunale e di uffici statali e regionali, per anni storicamente insediati a Tempio, i cui collegamenti stradali e pubblici presentano notevoli problematicità.

Il tutto ferme restando le dislocazioni degli uffici statali e regionali già presenti a Olbia (ASL, Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, comandi superiori delle forze dell’ordine, Capitaneria di porto) e Tempio (Tribunale, Casa Circondariale, Agenzia delle Entrate e del Territorio, INPS, Servizio Demanio e Patrimonio, ERSAT, Corpo Forestale) sui quali la Provincia non ha alcuna competenza. La sede del Sistema Turistico Locale (STL) “Gallura-Costa Smeralda” dovrebbe essere ad Arzachena (sede provvisoria a Olbia).

Secondo la Legge Regionale la decisione richiedeva i 2/3 dei voti dei consiglieri. La deliberazione definitiva della scelta dei capoluoghi e sugli organi e uffici da insediare nelle rispettive città era pertanto stata rimandata a data da definirsi. A seguito di una potenziale crisi della giunta, i rappresentanti della maggioranza sembravano comunque aver trovato un accordo di massima con la scelta di un’opzione che da un lato prevedeva il doppio capoluogo e dall’altro prevedeva che l'”equa distribuzione delle sedi” dei nuovi uffici provinciali, regionali e eventualmente statali tra le due città venisse effettuata tenendo conto della necessità di privilegiare Olbia al fine di riequilibrare la situazione che vede attualmente Tempio favorita nella distribuzione degli uffici regionali e statali.

L’accordo trovato dopo lunghe diatribe non risolve comunque totalmente i problemi della neonata provincia (da un lato crea l’inedito artificio delle sedi alternate per gli organi provinciali della Presidenza e del Consiglio e dall’altro in un risveglio a funzionalità/efficienza/economicità provvede alla concentrazione di organi e uffici nella sede di Olbia, senza offrire garanzie sull’insediamento di nuovi uffici operativi e sul ruolo effettivo della città di Tempio, alla quale pur attribuisce la qualifica di capoluogo), anche se si tratta di un primo passo verso il consolidamento dell’Ente. La Provincia di Olbia-Tempio era l’unica tra le quattro di nuova istituzione regionale a non aver ancora provveduto alla formalizzazione dei capoluoghi definitivi (anche le rimanenti tre avevano tutte optato per la formula del doppio capoluogo).

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