Henri e le donne

08_le-revue-blancheSotto l’occhio ironico di Toulouse-Lautrec scorre la vita parigina fin de siècle: balli, spettacoli, svaghi serali, luci, teatri, risate e applausi grazie a cabarettisti, ballerine e chansonniers. Ma questa è solo una parte della produzione del pittore: forse ancor più intensi e personali sono i ritratti di donne sole, silenziose, osservate senza la minima intenzione caricaturale o di vignetta cronachistica: attimi di riflessione, nubi che corrono sull’anima, ombre fuggevoli che passano sul viso.

Nessun artista, prima di lui, aveva saputo cogliere le passioni represse, la solitudine, il desiderio di una vita migliore che si nasconde sotto la sensualità forzata e la seduzione “professionale” di cantanti, attrici o prostitute, osservate senza ironia o moralismi. Come avviene nella letteratura francese contemporanea (dai romanzi di Flaubert alle novelle di Maupassant), soggetti e personaggi solitamente considerati scandalosi o immorali vengono riscattati dall’arte: è il sintomo di una visione sociale che si sta allargando, per comprendere classi e categorie finora evitate o trascurate.

Il ciclo più completo di immagini femminili è costituito dalle dieci litografie a colori dell’album Elles (“Loro”), pubblicato nel 1896 e dedicato all’esistenza delle ragazze all’interno di un bordello. Negli anni precedenti Toulouse- Lautrec aveva vissuto periodicamente nelle case d’appuntamento; invece di sottolineare il lato erotico del soggetto, solleticando i gusti un po’ morbosi del pubblico, in queste litografie mostra la vita privata, a tratti intima delle donne in una serie di scene assai ordinarie, rendendole così più umane e in qualche modo restituendo loro la dignità. Toulouse-Lautrec cattura questi istanti con una profonda sensibilità, utilizzando mezzi espressivi nuovi, specie nell’impasto strettissimo tra segno e colore, in un tratto grafico pungente ma intimamente poetico. Delle dieci stampe solo due presentano un esplicito tema erotico, e forse fu per questa ragione che il libro si rivelò un fiasco. Oggi queste opere sono considerate capolavori della litografia francese del tardo Ottocento: sono esposti il frontespizio e la meravigliosa litografia con una ragazza di schiena che versa dell’acqua in una tinozza di stagno. In questa sezione, dedicata alle immagini femminili evocate da Toulouse-Lautrec, affiora anche il sogno di un amore impossibile.

Nel corso di un viaggio in nave nell’estate del 1895 (il pittore si era imbarcato a Le Havre e avrebbe dovuto scendere a Bordeaux), affascinato dalla sua eleganza, Lautrec scattò di nascosto una fotografia alla signora che occupava la cabina 54. Colpito dal fascino della giovane donna, Toulouse-Lautrec avrebbe voluto seguirla fino a Dakar, in Senegal. Un amico, in viaggio con lui, convinse l’artista a sbarcare a Lisbona e a dimenticarsi della viaggiatrice. Dalla fotografia della bella sconosciuta deriva l’immagine che Toulouse- Lautrec ha tradotto in un manifesto, destinato al Salon des Cent, un’area espositiva per stampe e manifesti gestita dal 1894 al 1900 dalla rivista letteraria “La Plume”.

La mostra in questi giorni in corso a Torino, permette di conoscere anche attraverso i manifesti da lui realizzati, il rapporto tra l’artista francese e le donne.

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