Provincia di Forlì-Cesena

Provincia di Forlì-CesenaLa provincia di Forlì-Cesena è una provincia italiana della regione Emilia-Romagna di 394.749 abitanti, con capoluogo la città di Forlì.

Fino al 1992 era denominata “provincia di Forlì” e comprendeva anche il riminese: col distacco del territorio destinato a costituire la provincia di Rimini, la restante parte assunse il nome attuale, mantenendo la sigla automobilistica FO; solo nel 1999, violando il principio di semplicità amministrativa, alla Provincia di Forlì-Cesena venne assegnata la sigla FC.

Confina a nord con la provincia di Ravenna, a est con il mar Adriatico, a sud-est con la provincia di Rimini, a sud-ovest con la Toscana (provincia di Arezzo e provincia di Firenze).

Da un punto di vista amministrativo, la provincia di Forlì-Cesena ha diviso il suo territorio in due circondari, ciascuno di 15 comuni. Il comprensorio di Forlì conta 203.045 abitanti e quello di Cesena ne conta 192.852.

Comprende inoltre due comunità montane: quella dell’Appennino forlivese, quella dell’Appennino cesenate e l’Unione montana “Acquacheta – Romagna Toscana”.

Da un punto di vista storico, invece, la provincia, alla nascita del Regno d’Italia, con la denominazione di “provincia di Forlì”, comprendeva anche il territorio di Rimini. Solo dopo l’istituzione (nel 1992) della Provincia di Rimini, il territorio rimanente assunse il nome attuale di “provincia di Forlì-Cesena”.

Siti archeologici della Provincia di Forlì-Cesena

Fornaci romane di Ronta di Cesena
Nel settembre del 2005, durante i lavori per la realizzazione del Canale Emiliano Romagnolo, sono state scoperte a Ronta di Cesena delle fornaci romane. Esse sono le più integre mai rinvenute in Emilia-Romagna e forse in tutta l’Italia Settentrionale. Il complesso risale al II secolo a.C. ed è composto da tre fornaci di forma rettangolare di grandi dimensioni, la pavimentazione fu fabbricata in mattoncini. All’interno di esse si producevano laterizi.

Parco archeologico del Colle Garampo di Cesena
Recentemente, durante lavori di scavo, sono stati scoperti nel centro storico dei reperti di epoca romana, fra i quali un mosaico pavimentale in tessere bianche e nere con decorazioni vegetali e libere che, “staccato” dalla sua originaria collocazione ed interamente ristrutturato dagli esperti restauratori della scuola di Ravenna, è attualmente esposto in una sala del Palazzo Comunale.
Altri reperti di epoca romana e medievale (fondamenta di edifici e strade adiacenti) che si ritengono di notevole valore storico, sono stati rinvenuti nel 2005, durante gli scavi per la costruzione di un parcheggio, nelle immediate vicinanze del centro storico.

Sito archeologico di Monte Poggiolo di Castrocaro Terme e Terra del Sole
A poca distanza dal castello, in località detta Ca’ Belvedere, sono stati ritrovati a partire dal 1983 migliaia di reperti litici, manufatti risalenti ad oltre ottocentomila anni fa, considerati di grande importanza per la conoscenza dell’Italia del Paleolitico poiché spostavano molto indietro nel tempo le conoscenze relative alla presenza di ominidi nella Penisola italiana. In ogni caso il sito di Monte Poggiolo è importante per essere un luogo di costruzione dove gli ominidi hanno realizzato i manufatti, lasciando in loco le schegge del lavoro eseguito e in qualche caso il pezzo stesso che, abbandonato perché forse non ben realizzato, ha permesso agli archeologi di ricostruire tutte le fasi del lavoro, scheggia per scheggia fino a riassemblare la pietra originale.

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