Provincia di Frosinone

Provincia di FrosinoneLa provincia di Frosinone dal dopoguerra è spesso impropriamente fatta coincidere con la Ciociaria nella sua intera estensione. Tuttavia, per secoli il suo territorio è appartenuto in parte allo Stato della Chiesa ed in parte al Regno delle Due Sicilie e successivamente alla Provincia di Terra di Lavoro.

Questa duplice identità è ripresa nello stesso stemma provinciale, composto dal Leone, simbolo di Frosinone, e dalle Cornucopie, simbolo dell’antica Terra di Lavoro.

Di conseguenza, l’equazione “Ciociaria=Provincia di Frosinone” non è accettata dalle popolazioni della Media e Bassa Valle del Liri-Garigliano, differente dalle radici storiche e culturali dei territori della Ciociaria e, quindi, oggetto più volte di proposte di istituzione di una nuova provincia. Al fine di ridare a questi territori un’identità propria, infatti, tra il 1956 ed il 2006, sono state presentate ben dieci proposte di legge; l’ultima in particolare, datata 2006, prevedeva una provincia “tripolare” con capoluoghi le città di Cassino, Sora e Formia ed era rafforzata dalle delibere favorevoli di 41 dei 63 comuni interessati, che rappresentavano la maggioranza della popolazione dell’area stessa (circa 205.000 abitanti su 310.000 complessivi).

Il territorio della provincia occupa un territorio culturalmente molto eterogeneo, in cui è possibile trovare sovrapposti, come per buona parte dell’Italia peninsulare, le tracce della tradizione greco-romana agli edifici di culto del cristianesimo e i resti dell’incastellamento medievale.

Importanti testimonianze archeologiche sono raccolte nelle tracce affiorate di alcune città romane quali Fregellae e Fabrateria nova, nonché le aree archeologiche di Aquinum e Casinum nelle quali è possibile ritrovare i selciati dell’antica via Latina, archi monumentali, anfiteatri e templi pagani. Un’importante villa romana è stata trovata presso Anagni, mentre molte città della provincia, le cosiddette città saturnie, conservano dei suggestivi perimetri murari che hanno alimentato nella tradizione filosofica e letteraria miti e leggende sulla loro costruzione.

Il medioevo sconvolse l’assetto urbano romano, trasformando molte delle antiche città della Regio I in alcune povere rocche di campagna. Le testimonianze più importanti del basso medioevo, quando il territorio della provincia si trovò a metà tra il ducato di Benevento e il ducato romano, sono il castello di Vicalvi, sede del gastaldo di Sora, e i ruderi di fortificazioni a Rocca d’Arce, Aquino e Fumone, molte delle quali scomparse già nel primo Rinascimento.

Il più importante riferimento artistico e monumentale del medioevo nel territorio provinciale è dato dall’importante sistema di abbazie benedettine e cistercensi: Montecassino, Trisulti e Casamari sono i più celebri esempi internazionali di architettura monastica medievale e rinascimentale. Caratteristici gli elementi architettonici tardomedievali dei centri storici di Anagni, Alatri, Alvito, Ferentino e Veroli.

Dell’età moderna restano pochi elementi di rilievo artistico e culturale, come i resti delle prime industrie cartarie ad Isola del Liri e l’urbanistica sociale connessa, i palazzi istituzionali di Frosinone superiore, costruiti a seguito dell’elevazione della città a capoluogo di provincia; tracce di razionalismo italiano sono presenti nelle ricostruzioni di Sora, dopo il terremoto del 1915, Pontecorvo e Cassino, quest’ultima sulla linea Gustav fu distrutta dal bombardamento degli alleati durante la seconda guerra mondiale.

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