Strada Maggiore 49.Casa Arcangeli

immaginesito

Giuseppe De Mattia

STRADA MAGGIORE 49

 (casa Arcangeli)

A cura di Pier Francesco Frillici

18 gennaio 2013 – 2 marzo 2013

Venerdì 18 gennaio 2013, dalle ore 18:30, presso la sede del centro di fotografia Spazio Labo’ in via Frassinago 43/2, sarà inaugurata la mostra “Strada Maggiore 49 (casa Arcangeli)“, prima personale bolognese di Giuseppe De Mattia.

In occasione dell’inaugurazione della mostra, verrà presentato il libro Strada Maggiore 49, casa Arcangeli edito da Danilo Montanari editore.

La mostra sarà visitabile, a ingresso libero, sino a sabato 2 marzo 2013 negli orari di apertura della galleria (da martedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.30, sabato dalle 16 alle 19.30).
Sabato 26 gennaio 2013, in occasione di Art City White Night 2013, la mostra rimarrà aperta dalle 16:00 sino a mezzanotte.
Mercoledì 6 febbraio 2013, alle ore 19:00, Claudio Rocchetti eseguirà una live performance negli spazi della mostra. Ingresso libero.

Il titolo della mostra fa riferimento all’indirizzo e al numero civico dove, per molti anni, ha abitato una famiglia di grandi artisti e intellettuali che hanno dato lustro alla vita culturale della città di Bologna.

Dopo la scomparsa dell’ultima residente avvenuta nel 2007, gli interni dell’appartamento sono stati sgomberati dai mobili d’epoca, dagli arredi di pregio, dalle numerose suppellettili domestiche, dall’importante quadreria, dalla biblioteca privata, nonché da tutti gli effetti personali appartenuti ai singoli componenti della famiglia per consentire il rapido avvio dell’opera di ristrutturazione da cui prossimamente, visto che il cantiere è ancora aperto, vedrà la luce un’altra residenza, nuova di zecca.

Giuseppe De Mattia ha iniziato a esplorare la casa all’indomani dello sgombero, ossia poco tempo prima che iniziassero i lavori, quando non tutto era andato perduto.

Il suo sguardo è stato catturato dalle pareti spoglie, disadorne, consumate dal tempo, su cui restavano vive le impronte degli oggetti rimossi, i sedimenti dell’umidità, i buchi, le croste, le fratture di superficie; dagli angoli incisi fra i muri e i pavimenti polverosi dove si erano depositati, fra brandelli di intonaco caduto, tanti rottami anche minuscoli, sparsi un po’ ovunque, che, quasi per miracolo, avevano resistito al primo trasloco ma che, nonostante tutto, si vedevano già condannati a sparire, senza che qualcuno o qualcosa potessero impedirlo.

Con scrupolosa dedizione De Mattia ha voluto prendersi cura delle condizioni di desolante abbandono in cui versava la piccola casa-museo, convinto che la memoria del tempo circolato in quelle stanze dovesse sopravvivere. O almeno immaginare di farlo, poiché l’unica forma di conservazione di materiali inerti ma non immobili, né tanto meno indistruttibili, non poteva che essere virtuale, fotografica, appunto,

 

Gli scatti di De Mattia ci appaiono, pertanto, come momenti di attesa paziente, meditativa per una fine annunciata. Ma nonostante questo senso di perdita incombente, essi sono in grado di acuire, di rendere persistente e duratura la fase di transizione, come se questa non riuscisse mai a compiersi del tutto, come se restasse in uno stato permanente di sospensione e spaesamento. Potremmo immaginarli, allora, come figure di “rovine” che, data la fragilità e deperibilità della loro natura, desiderano utopicamente di resistere. Ed è forse proprio questo paradossale atto di eroismo a vuoto, fine a se stesso, a velarli di un grande fascino e di un profondo mistero.

La raccolta fotografica è stata selezionata e trasformata in una videoproiezione a ciclo continuo della durata di circa dieci minuti. Alla sequenza è stato successivamente agganciato un contrappunto musicale, creato ad hoc da Claudio Rocchetti, a partire da un re-mixaggio di frammenti campionati, rumori, onde radio e altri suoni scaturiti da strumenti elettro-acustici.

In mostra saranno presentati anche altri piccoli reperti oggettuali rinvenuti all’interno dell’appartamento insieme a disegni e fotografie provenienti da collezioni private locali, allo scopo di arricchire il novero delle testimonianze sulla storia della famiglia e delle persone che nel corso degli anni l’hanno conosciuta e frequentata.

La mostra ha il supporto di:

Pialla e Scalpello – allestimenti

Professione Colore

Giuseppe De Mattia nasce a Bari nel 1980. Si laurea in DAMS Cinema a Bologna dopo aver studiato Urbanistica al Politecnico di Milano, dal 1999 al 2001.
Nel settembre del 2009 viene invitato a prendere parte della residenza artistica “Anamnesis Belgium – encounter for cinema, sound & oral tradition” a Westhouter. Negli anni ha collaborato e collabora con l’Archivio Fotografico della Cineteca di Bologna, l’associazione dei film di famiglia Home Movies e con Spazio Labo’ – Centro di fotografia di Bologna. Collabora inoltre con diversi artisti, registi, musicisti e architetti. È presente in diverse mostre collettive e alcuni suoi lavori fanno parte di collezioni pubbliche e private.  Attualmente vive a Bologna. E’ rappresentato dalla galleria Nowhere Gallery di Milano.

Per maggiori informazioni:
Spazio Labo’ | Centro di fotografia
via Frassinago 43/2c-d 40123 Bologna
328 3383634 | 3394534132
www.spaziolabo.it | info@spaziolabo.it

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