Curiosità udinesi

Due pernici in cambio di un’abitazione  
Nel 1500 bastavano due pernici per pagare l’affitto delle piccoli abitazioni ricavate dal Comune nelle torri delle porte murarie. A tanto ammontava l’affitto pagato regolarmente da Enrico Valentinis per abitare nella torre di via Manin.
All’epoca il pagamento in natura era molto utilizzato, basti pensare che in un solo anno il Comune ricevette ben 64 paia di pernici. Lo conferma l’apposito registro accuratamente compilato dal Cancelliere.

Il Barbiere Maldicente  
Si narra che il mascherone, dalle caratteristiche orecchie d’asino e la benda sugli occhi, collocato all’angolo sinistro di palazzo d’Aronco, rappresenti il barbiere chiacchierone e ficcanaso che aveva la bottega in quel contesto cittadino. Era il barbiere a cui si rivolgeva l’architetto d’Aronco, il progettista del palazzo, nel periodo in cui venivano completati i lavori di costruzione della stessa struttura. Siccome al barbiere l’estetica della nuova costruzione non piaceva non perdeva occasione per ricordarlo all’architetto, il quale per prendersi gioco di lui fece realizzare il mascherone con le orecchie d’asino.

La mappa del Friuli di Afro Basaldella
La mappa del Friuli realizzata dall’artista Afro Basaldella nel salotto di casa dei signori Cavazzini vanta una sua particolarità perché, a differenza delle carte geografiche, indica le città e i luoghi caratteristici con dei simboli. Udine, tanto per citare un esempio, è stata
raffigurata come una città circondata dalle mure dentro alle quali, sopra un piccolo colle, sorge il castello.

Florean e Venturin  
Florean e Venturin sono i nomi attribuiti dagli udinesi alle statue di Ercole e Caco scolpite nel 1500 e sistemate sul terrapieno di piazza Libertà a seguito della distruzione del palazzo della Torre, voluta dalla Serenissima nel 1717. In orgine, infatti, le statue trovavano spazio nel palazzo, tant’è che nel 1798, un discendente della famiglia, Lucio Sigismondo della Torre, per rivendicare la proprietà di Ercole e Caco fece scolpire sui piedistalli una scritta in cui ancora oggi si legge che le due statue furono donate dai signori della Torre alla città.

Piazza Libertà
Nel corso dei secoli piazza Libertà passò alla storia con diversi nomi coniati per lo più dalla popolazione a seconda delle trasformazioni che il luogo pubblico subiva.
Fino al 1200 era nota come piazza del Comune visto che al suo interno si riunivano i Consiglieri della “Villa Utini”; quando invece nel terrapieno, ai piedi del colle del castello, sorse la chiesa di San Giovanni, distrutta dal terremoto del 1511, anche la piazza diventò piazza di San Giovanni, mentre la parte più bassa era più facile indentificarla coma piazza del Vino proprio perché in quel luogo i contandini incontravano i sensali per la vendita del prodotto.
Nel secolo XVI era conosciuta come piazza Contarena in onore del luogotenente veneto Girolamo Contarini, lo stesso che decise di pavimentarla di mattoni. Dal 1866, ovvero da quando Udine entrò a far parte del regno d’Italia, il suo toponimo cambiò in piazza Vittorio Emanuele II anche perché sul terrapieno venne posto il busto del re ora collocato nel giardino Ricasoli.
Da allora trascorsero quasi ottant’anni prima di iniziare a chiamarla piazza Libertà; questo avvenne, nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale.

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