Un turista in Italia


Teatro Elfo

Scritto in Divertirsi in Italia da pieru il 18 settembre, 2011

A costo di sembrare noioso devo segnalare il teatro Elfo di Milano. Sarà che sto inserendo tutte le programmazioni teatrali d'Italia ma mi sta tornando una voglia irrefrenabile di andare a teatro!

Curiosità udinesi

Scritto in Italia da pieru il 18 settembre, 2011

Due pernici in cambio di un'abitazione  
Nel 1500 bastavano due pernici per pagare l'affitto delle piccoli abitazioni ricavate dal Comune nelle torri delle porte murarie. A tanto ammontava l'affitto pagato regolarmente da Enrico Valentinis per abitare nella torre di via Manin.
All'epoca il pagamento in natura era molto utilizzato, basti pensare che in un solo anno il Comune ricevette ben 64 paia di pernici. Lo conferma l'apposito registro accuratamente compilato dal Cancelliere.

Il Barbiere Maldicente  
Si narra che il mascherone, dalle caratteristiche orecchie d'asino e la benda sugli occhi, collocato all'angolo sinistro di palazzo d'Aronco, rappresenti il barbiere chiacchierone e ficcanaso che aveva la bottega in quel contesto cittadino. Era il barbiere a cui si rivolgeva l'architetto d'Aronco, il progettista del palazzo, nel periodo in cui venivano completati i lavori di costruzione della stessa struttura. Siccome al barbiere l'estetica della nuova costruzione non piaceva non perdeva occasione per ricordarlo all'architetto, il quale per prendersi gioco di lui fece realizzare il mascherone con le orecchie d'asino.

La mappa del Friuli di Afro Basaldella
La mappa del Friuli realizzata dall'artista Afro Basaldella nel salotto di casa dei signori Cavazzini vanta una sua particolarità perché, a differenza delle carte geografiche, indica le città e i luoghi caratteristici con dei simboli. Udine, tanto per citare un esempio, è stata
raffigurata come una città circondata dalle mure dentro alle quali, sopra un piccolo colle, sorge il castello.

Florean e Venturin  
Florean e Venturin sono i nomi attribuiti dagli udinesi alle statue di Ercole e Caco scolpite nel 1500 e sistemate sul terrapieno di piazza Libertà a seguito della distruzione del palazzo della Torre, voluta dalla Serenissima nel 1717. In orgine, infatti, le statue trovavano spazio nel palazzo, tant'è che nel 1798, un discendente della famiglia, Lucio Sigismondo della Torre, per rivendicare la proprietà di Ercole e Caco fece scolpire sui piedistalli una scritta in cui ancora oggi si legge che le due statue furono donate dai signori della Torre alla città.

Piazza Libertà
Nel corso dei secoli piazza Libertà passò alla storia con diversi nomi coniati per lo più dalla popolazione a seconda delle trasformazioni che il luogo pubblico subiva.
Fino al 1200 era nota come piazza del Comune visto che al suo interno si riunivano i Consiglieri della "Villa Utini"; quando invece nel terrapieno, ai piedi del colle del castello, sorse la chiesa di San Giovanni, distrutta dal terremoto del 1511, anche la piazza diventò piazza di San Giovanni, mentre la parte più bassa era più facile indentificarla coma piazza del Vino proprio perché in quel luogo i contandini incontravano i sensali per la vendita del prodotto.
Nel secolo XVI era conosciuta come piazza Contarena in onore del luogotenente veneto Girolamo Contarini, lo stesso che decise di pavimentarla di mattoni. Dal 1866, ovvero da quando Udine entrò a far parte del regno d'Italia, il suo toponimo cambiò in piazza Vittorio Emanuele II anche perché sul terrapieno venne posto il busto del re ora collocato nel giardino Ricasoli.
Da allora trascorsero quasi ottant'anni prima di iniziare a chiamarla piazza Libertà; questo avvenne, nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale.

I caffè di Trieste

Scritto in Italia da pieru il 4 settembre, 2011

Caffè Tommaseo  
Era il lontano 1830 quando Tommaso Marcato, un padovano, aprì il Caffè più antico di Trieste. Nei suoi locali, decorati dal pittore Gatteri ed adornati con specchiere fatte venire dal Belgio, si riunivano gli uomini che avrebbero lottato per la libertà italiana. Rimane oggi un locale storico, con tavolini in marmo ed arredi dell'epoca, punto d'incontro per intellettuali e scrittori, come Fulvio Tomizza.

Caffè San Marco  
L'Antico Caffè San Marco fu punto d'incontro d'intellettuali e scrittori, ma anche luogo dove si realizzavano passaporti falsi per i patrioti antiaustriaci. Nel 1915 i soldati dell'Impero distrussero il locale, frequentato anche da Svevo e Saba. Una volta ricostruito, è diventato meta di ragazzi che si incontrano o si recano lì anche a studiare, e non di rado, si incrocia lo scrittore Claudio Magris.

Caffè degli Specchi  
Il Caffè degli Specchi nasce nel 1839, affacciato sulla piazza principale della città, piazza Unità d'Italia. Al suo interno è custodito un tratto di mura del castello Amarina, fatto erigere nel 1370. Il fondatore fu tal Nicolò Privolo, un greco; dalla metà dell'Ottocento poi cambiò molti proprietari e diventò un punto fondamentale per gli irredentisti e la lotta per la conquista per la libertà. Successivamente era diventato la tappa finale della passeggiata in centro, caffè prediletto da Italo Svevo, allora, e dei triestini ancor oggi.

Caffè Tergesteo  
Il Caffè Tergesteo nasce nel 1863, proprio di fronte al Teatro Verdi. Nei primi anni del secolo XX si trasferisce all'interno della Galleria, diventando punto d'incontro per affari e piacere.
Ne "La coscienza di Zeno", Svevo lo cita più volte: "Un giorno al tavolo del Tergesto, l'arrestai quando, discutendo di un affare, stava dando della bestia ad un suo interlocutore…".