Storia della Statale dello Stelvio

La storia della più importante via di comunicazione di Sondrio: 200 anni importanti per la provincia e la città.
Era il 1808 quando per la prima volta si pensò alla strada dello Stelvio come al sistema più rapido per mettere in comunicazione la Lombardia con il Tirolo e il resto del Regno di Baviera. Passarono, però, oltre 10 anni prima che il governo di Vienna incaricasse ufficialmente l'ingegner Carlo Donegani di mettersi al lavoro sul progetto dell'opera.
Dopo poco meno di 63 mesi di lavoro, nel 1825, la strada venne ufficialmente inaugurata ed aperta, dapprima al servizio postale, poi a un vero e proprio servizio di "diligenze" che mettevano in comunicazione Milano con la Germania. La nuova via di comunicazione rianimò traffici e commerci permettendo ai viaggiatori il transito anche durante l'inverno grazie a uomini chiamati "Rotter" che pulivano la strada con l'aiuto di pale e spazzaneve trainati da cavalli.
Nel 1876, la strada divenne tristemente famosa a causa dell'omicidio di Madeleine Tourville da parte del marito Henry, avvenuto sopra il rifugio della Rocca Bianca. Un pastore fu testimone e denunciò l'uomo alla polizia locale, ma durante il processo si scoprì che Madeleine era la terza moglie uccisa da Henry per questioni di denaro.
Verona e Venezia nella storia
Dopo la dominazione austriaca, Verona torna alla Repubblica Veneta che l'acquista dopo un memorabile assedio e il pagamento di un grosso tributo di guerra.
Rientrata in possesso di Verona, Venezia la fortifica costruendo attorno alla città la spianata, abbattendo i sobborghi per il raggio di un miglio e costruendo al posto delle mura scaligere i possenti bastioni che si possono tuttora ammirare. Sulla Piazza delle Erbe è innalzata la grande colonna sostenente il leone alato di San Marco alla quale, per un certo periodo, si attribuisce il diritto di asilo per i debitori. L'epoca veneziana, nel complesso, fu per Verona un periodo di pace. Gli studi e le arti ne risentirono i benefici effetti. La pittura annovera tra i suoi cultori Paolo Caliari detto il Veronese; la scultura si arricchisce delle opere di Girolamo Campagna; le lettere sono tra l'altro coltivate da Giulio Cesare Becelli e da Scipione Maffei; nella medicina e nell'astronomia si distingue Girolamo Fracastoro che è tra i primi ad ammettere l'obliquità dell'eclittica terrestre e ad concepire la decomposizione del moto e che fu il fondatore della moderna patologia medica.
Testimoni dell'intensa rifioritura degli studi sono numerose istituzioni culturali, alcune ancora oggi vitali: la Biblioteca Civica, l'Accademia di Pittura e di Scultura, l'Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere. In epoca veneziana nasce anche la prima fiera veronese, progenitrice della celeberrima Fiera dell'Agricoltura, che è la principale manifestazione veronese.